Il Benin è la culla del voodoo e dell'antico regno del Dahomey, con palazzi reali patrimonio UNESCO e una delle culture più affascinanti dell'Africa.
Il Benin è un paese piccolo ma culturalmente gigantesco. È la culla del voodoo (o vodun), la religione tradizionale che da qui si è diffusa ai Caraibi e alle Americhe attraverso la tratta degli schiavi, trasformandosi in vudù haitiano, candomblé brasiliano e santeria cubana. Il 10 gennaio è la Giornata Nazionale del Voodoo, celebrata con cerimonie pubbliche, danze ipnotiche e rituali a Ouidah.
Ouidah è il cuore spirituale del Benin: la Route des Esclaves, che conduce alla Porta del Non Ritorno sulla spiaggia, ripercorre il cammino dei prigionieri verso le navi negriere. Il Tempio dei Serpenti sacri e il Museo di Storia di Ouidah completano un'esperienza intensa e commovente.
I Palazzi Reali di Abomey, patrimonio UNESCO, raccontano la storia del potente regno del Dahomey (XVII-XIX secolo), famoso per le sue temibili guerriere Amazzoni e per le complesse cerimonie rituali. Le appliqué di Abomey, tessuti decorati che narrano la storia dei re, sono un'arte unica al mondo.
Ganvié, il "villaggio sull'acqua" sul Lago Nokoué, è la più grande comunità lacustre dell'Africa: 30.000 persone vivono in case su palafitte, con scuole, mercati e chiese galleggianti. Il Parco Nazionale della Pendjari, nel nord, è uno dei migliori parchi dell'Africa Occidentale per i safari, con leoni, elefanti e ghepardi.
Novembre-marzo (sud), novembre-febbraio (nord).
e-Visa obbligatorio per cittadini italiani.